TERNI – Il Consiglio provinciale di Terni ha approvato a maggioranza (contrari FI e AN) un ordine del giorno proposto da PS e Udc nel quale si esprime contrarietà alla proposta di riforma della legge elettorale per il Parlamento europeo basata sull’eliminazione del voto di preferenza e l’introduzione di uno sbarramento del 5%. Nell’odg, letto da Marsilio Marinelli, (Capogruppo PS) si chiede inoltre “il mantenimento della possibilità per i cittadini alle elezioni europee di scegliere i parlamentari che li rappresenteranno, anche riducendo ad una sola le preferenze che potranno esprimere, chiedendo altresì di reintrodurre quest’ultima previsione nella vigente legge elettorale per il Parlamento italiano. La proposta in discussione – si legge nel documento approvato dal centrosinistra e dall’Udc – rappresenta un ulteriore vulnus per la democrazia e la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e, dando vita ad una rappresentatività circoscritta dei parlamentari in quanto eletti in liste bloccate e al di fuori di ogni relazione con il territorio e gli elettori, ha il solo scopo di consolidare un quadro politico favorevole al Governo e alle forze politiche più grandi, eliminando dal campo di gioco politico quanto più avversari possibili”. Mario Montegiove (Capogruppo AN) ha giustificato il voto contrario del Gruppo affermando che “lo sbarramento è utile per una questione di effettiva rappresentatività delle forze politiche a livello europeo, mentre quello delle preferenze è un falso problema, perché in realtà per garantire rappresentatività a tutti i territori occorrerebbe ridurre l’estensione dei collegi, magari introducendo un serio sistema di primarie”. “Occorre distinguere fra governabilità e rappresentatività, separando le questioni nazionali da quelle europee – ha detto Roberto Montagnoli (Capogruppo PD), spiegando le ragioni del voto favorevole del Gruppo – per realizzare un pluralismo effettivo che dia garanzie di rappresentanza e stabilità. Non siamo contrari allo sbarramento, ma solo alla percentuale che si vuole introdurre per le elezioni europee, mentre ci sembra corretto l’orientamento già maturato nel Parlamento italiano di una riduzione della frammentazione politica. E’ da sottolineare – ha poi aggiunto – la compattezza della maggioranza e il giudizio favorevole dell’Udc sul documento in discussione, nonché le sottolineature riguardanti il rispetto dei valori e dei principi di democrazia”. “Lo sbarramento al 5% – ha osservato Roberto Forbicioni (Capogruppo SD) – significa che circa 2 milioni di persone non sarebbero in grado di essere rappresentate e questo già si verifica nel nostro Parlamento”. Sulla preferenza, Forbicioni si è detto d’accordo, “perché l’elettore deve poter scegliere i propri rappresentanti”. “Occorre – ha affermato Danilo Buconi (Capogruppo Sin. Unit.) che i cittadini si riapproprino del potere di scegliere i propri rappresentanti, tenendo conto che, almeno per il nostro Parlamento, la frammentazione politica non dipende dalle forze in campo, ma dall’assenza del vincolo di mandato”. Buconi si è poi soffermato sul numero dei parlamentari. “La loro riduzione consentirebbe di risparmiare risorse e realizzare uno sbarramento naturale deciso dal basso”. “La preferenza e la pluralità – ha stigmatizzato Paolo Maggiolini (Capogruppo Udc) – sono essenziali per la democrazia, perché delegare a un leader l’esigenza di governabilità potrebbe significare correre il rischio di derive autoritarie”. L’ordine del giorno verrà inviato ai Presidenti di Camera e Senato e a quelli delle Commissioni per gli Affari Costituzionali dei due rami del Parlamento.

Le migliaia di striscioni che nei cortei della grande manifestazione di isabato- dichiara Gianni Pittella europarlamentare Pd PSE-  denunciavano l’ennesimo scippo del diritto di ognuno di noi di scegliere i propri rappresentanti nelle istituzioni,danno il senso dello sdegno di tantissimi cittadini di fronte alla proposta di legge di riforma del sistema elettorale per le eropee che domani arriva in aula alla Camera. Ha fatto bene Walter Veltroni a ribadire nel tripudio di popolo che affollava il Circo Massimo, l’impegno del PD a fermare il tentativo di esportare il “porcellum” in europa e a restituire le sacrosante prerogative ai cittadini italiani anche per le elezioni nazionali.

Facciamo sentire ancora più forte la nostra voce.

La testardia con cui l’attuale maggioranza ha difeso le liste bloccate e lo sbarramento al 5 per cento (assolutamente spropositato rispetto al ruolo del Parlamento Europeo), la chiusura alle proposte di prevedere per legge le primarie e una norma di garanzia per le pari opportunità di genere, sono il segno di un’idea di democrazia plebiscitaria inaccetabile.

L’Italia- sostiene Pittella- non puo trasformarsi in una democrazia popolata da cooptati. Facciamo appello ai presidenti delle due Camere e ai parlamentari perchè impediscano col loro voto libero,e secondo la propria coscienza, una deriva che, peraltro, allontanerebbe ulteriormente l’opinione pubblica dalle istituzioni europee che sono chiamate a sfide tanto essenziali quanto difficili.

Insieme scriviamo una mail a tutti i palamentari PDL. Regione per regione scegliamo i parlamentari espressione dei territori e sollecitiamoli a non approvare il nuovo “porcellum”! E’ una battaglia fondamentale per la democrazia italiana che vuole vivere sia on line, attraverso il gruppo dedicato su Facebook che conta ormai oltre 500 iscritti,  che off line attraverso momenti di protesta in tutte le città d’Italia. Questa volta dobbiamo decidere noi!

Gianni Pittella
Presidente delegazione italiana PSE
Direzione nazionale Pd

Inserito da: marcellopittella | Ottobre 27, 2008

Decido io!

Il titolo che ci siamo dati per questo blog decrive già il nostro obiettivo: togliere alle segreterie dei partiti la possibilità di scegliere per conto nostro chi mandare a Strasburgo e a Bruxelles a rappresentarci. Dopo la scandalosa scelta delle liste bloccate, per ben due elezioni politiche italiane, la sola idea di pensare a togliere le preferenze alle elezioni europee è aberrante.
Abbiamo già ampiamente assistito al valzer delle poltrone e dei raccomandati delle segrterie di tutti i partiti. Con le preferenze, invece, tutti i candidati sono costretti a mettersi in gioco, a “sbattersi” per conquistare il loro posto al Parlamento Europeo. In sostanza vengono investiti da una responsabilità popolare e non dalla sudditanza o dall’ubbidienza ai loco capi partiti o peggio ancora capi-corrente. Apriamo una bella discussione affinchè non solo non si tocchi la nostra possibilità di decidere e di scegliere ma venga estesa INDEROGABILMENTE anche alle prossime elezioni politiche. I cittadini, lo abbiamo visto anche alle ultime elezioni vogliono Decidere e scegliere chi impegnare politicamente. Quindi alziamo la voce, dal basso, come al solito perchè “in alto” non continuino a seguire solo le logiche di partito.

Per aderire firma questo appello e promuovilo sul tuo blog o sito!!!

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